Link to Von der Leyen: "L’Europa non ha iniziato questo scontro" Von der Leyen: "L’Europa non ha iniziato questo scontro"
Il "Liberation Day", come annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, è arrivato. Alle 22 di oggi in Italia (le 16 negli Usa) il presidente Usa annuncerà i dazi che saranno immediatamente operativi. Questa giornata "salirà alle cronache come uno dei giorni più importanti della storia americana. Il presidente affronterà decenni di pratiche commerciali sleali con le quali il nostro Paese è stato derubato", ha detto la portavoce. Nelle ultime ore il tycoon ha ribadito che sarà "molto gentile" con i partner commerciali degli Stati Uniti quando annuncerà i dazi. "Si sono approfittati di noi e noi saremo molto gentili con loro, rispetto a quello che hanno fatto a noi", ha dichiarato. Le tariffe si andranno a sommare a quelle già decise sulle auto importate, che scatteranno domani, e sull'alluminio.
Le misure verso un'ampia gamma di Paesi
Trump ha anticipato che le nuove tariffe colpiranno "un'ampia gamma di Paesi", compresi alleati come Unione europea, Canada e Messico. "Quella parola, reciproco, è molto importante. Quello che fanno a noi, lo faremo a loro", ha dichiarato. Alcune fonti della Casa Bianca sostengono che tra le opzioni sul tavolo ci sia un dazio fisso del 20% su tutte le importazioni, che potrebbe generare oltre 6 mila miliardi di dollari di entrate. Misure che, se si concretizzassero, potrebbero avere diversi effetti pericolosi come far schizzare il tasso di disoccupazione al 7,3% e causare la perdita di cinque milioni di posti di lavoro entro il 2027. L'alternativa sembrano essere tariffe differenziate in base agli ostacoli imposti da ciascun Paese, con la possibilità per alcuni partner commerciali di negoziare nuovi accordi con Washington: come ha dichiarato la portavoce Leavitt, "Trump è sempre pronto per una telefonata o una buona negoziazione".
Ursula von der Leyen: "Europa non ha iniziato questo scontro"
Non mancano le reazioni dall’Europa. "Questo scontro non è nell'interesse di nessuno: quella tra l'Ue e gli Usa è la relazione commerciale più grande e prospera al mondo e staremmo tutti meglio se potessimo trovare una soluzione costruttiva. Allo stesso tempo, deve anche essere chiaro: l'Europa non ha iniziato questo scontro", ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen, intervenendo al Parlamento europeo. "I dazi sono tasse che saranno pagate dalla popolazione. Sono tasse per gli americani sui loro generi alimentari e sui loro farmaci. Alimenteranno solo l'inflazione. Esattamente l'opposto di ciò che vogliamo ottenere. Le fabbriche americane pagheranno di più per i componenti prodotti in Europa", ha osservato von der Leyen, sottolineando che tutto questo "costerà posti di lavoro, creerà un mostro burocratico di nuove procedure doganali e sarà un incubo per tutti gli importatori statunitensi. Oggi nessuno ne ha bisogno, né negli Stati Uniti né in Europa", ha quindi concluso.
Ue: “Risposta a dazi Usa al momento opportuno, presto”
"Sulla nostra risposta" agli annunci Usa sui dazi "tutto ciò che posso dire è che ce ne sarà una. Avverrà al momento opportuno dopo gli annunci previsti questa sera”, ha detto il portavoce della Commissione Ue, Olof Gill, alla stampa. "Quanto alla domanda se abbiamo fatto calcoli sul potenziale impatto sull'economia europea di tali misure, la risposta è sì, ovviamente. Ci sarà un momento per farlo nei prossimi giorni e settimane. Ma in questo momento siamo solo in modalità di attesa, e pubblicheremo la nostra risposta formale dell'Ue al momento opportuno".
La reazione dal Regno Unito
Il Regno Unito, invece, per il momento si è sfilato dalle ritorsioni delineate da Ue e Canada contro gli Usa di Donald Trump e si aggrappa ai "progressi" accreditati a un negoziato commerciale a più ampio raggio con Washington per sperare di allontanare lo spettro dei dazi. Il ministro delle Attività produttive, Jonathan Reynolds, nel corso di un'intervista alla Bbc si è dichiarato convinto che il Regno sia "in una posizione migliore rispetto a qualunque altro Paese" per far rientrare l'ombra della scure americana. "Io credo - ha evidenziato, evocando un andamento "positivo dei negoziati in corso" - che possiamo non solo arrivare a evitare dazi reciproci, ma anche a rafforzare i nostri rapporti tout court".
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