Il leader serbo-bosniaco Dodik annuncia un referendum per l’indipendenza della Republika Srpska

di

Corinna Pindaro
Il leader serbo-bosniaco Dodik annuncia un referendum per l’indipendenza della Republika Srpska

Link to In base agli accordi di Dayton del 1995, che posero fine a tre anni di guerra, la Bosnia-Erzegovina è composta da due entità: la Republika Srpska a maggioranza serba e la Federazione croato-musulmanaIn base agli accordi di Dayton del 1995, che posero fine a tre anni di guerra, la Bosnia-Erzegovina è composta da due entità: la Republika Srpska a maggioranza serba e la Federazione croato-musulmana

Il presidente serbo-bosniaco Milorad Dodik ha scelto il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in Russia, per annunciare un referendum sull’indipendenza della Republika Srpska dalla Bosnia-Erzegovina. “Abbiamo deciso per la separazione, ma non abbiamo ancora stabilito una data precisa. È necessario analizzare bene la situazione. Vorremmo procedere subito, ma oltre a noi ci sono altre due parti coinvolte in questo processo, e per questo serve tempo,” ha dichiarato Dodik all’agenzia di stato russa Tass, come riportato dai media di Belgrado, dopo aver incontrato il presidente russo Vladimir Putin.

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In base agli accordi di Dayton del 1995, che posero fine a tre anni di guerra, la Bosnia-Erzegovina è composta da due entità: la Republika Srpska a maggioranza serba e la Federazione croato-musulmana. Il paese è abitato da tre popoli costitutivi principali: i bosgnacchi musulmani (circa il 50%), i serbi ortodossi (circa il 30%) e i croati cattolici (circa il 15%), oltre a piccole minoranze.

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Dodik ha espresso da tempo crescente insoddisfazione per la difficile convivenza tra la componente serba e la maggioranza bosgnacca musulmana. Questa insofferenza è aumentata significativamente dopo l’adozione all’Assemblea generale dell’ONU di una risoluzione sul genocidio di Srebrenica, sostenuta dalla componente bosniaca musulmana e dai paesi occidentali, ma fortemente avversata dai serbi e dai serbo-bosniaci. Questi ultimi ritengono che la risoluzione abbia l’obiettivo di marchiare i serbi come un popolo genocida, negando che a Srebrenica vi sia stato un genocidio ai danni dei bosniaci musulmani nel luglio 1995.

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Dodik sostiene che per la Republika Srpska restare all’interno della Bosnia-Erzegovina rappresenti una perdita di tempo e risorse. “Non vogliamo creare instabilità nel nostro paese, per questo abbiamo proposto alla Bosnia-Erzegovina di separarci,” ha affermato. Quando gli è stato chiesto se l’obiettivo fosse la riunificazione con la Serbia, Dodik ha risposto: “Sì, molto probabilmente sarà una cosa naturale e giustificata storicamente. Ma questo è un obiettivo per le future generazioni e decisioni politiche dei due paesi.”

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Dodik ha descritto la Bosnia-Erzegovina come “una comunità fallita che non può funzionare” e ha accusato le continue violazioni della costituzione bosniaca e dell’accordo di Dayton, a suo dire a danno della componente serba del paese. Ha inoltre elogiato la Federazione russa come l’unica entità a rispettare leggi e regole stabilite dagli accordi, accusando invece gli Stati Uniti, l’Unione Europea, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania di seguire tendenze imperialiste e revisioniste. “Oggi non vi è più alcun accordo di Dayton, è rimasto solo il nome,” ha concluso Dodik.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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