Link to Tensione tra Israele e Hamas: mistero sulla sorte di Shiri Bibas dopo la restituzione errata di un corpo. Netanyahu promette ritorsioni, mentre Hamas parla di erroreTensione tra Israele e Hamas: mistero sulla sorte di Shiri Bibas dopo la restituzione errata di un corpo. Netanyahu promette ritorsioni, mentre Hamas parla di errore
La consegna dei corpi degli ostaggi da parte di Hamas a Israele ha generato ulteriore tensione. Tra le salme restituite ieri, il corpo che avrebbe dovuto appartenere a Shiri Bibas, la madre rapita insieme ai figli Ariel e Kfir il 7 ottobre 2023, non corrisponde alla sua identità. Lo ha confermato l'esercito israeliano (IDF) dopo un'analisi approfondita del DNA svolta dall'istituto forense del Paese. Se l'identificazione dei corpi dei due bambini è stata confermata, resta il mistero sulla sorte della donna.
Il governo israeliano ha accusato Hamas di aver assassinato brutalmente i tre ostaggi circa un mese dopo il loro rapimento, rigettando la versione fornita dal gruppo palestinese, secondo cui sarebbero morti durante un raid israeliano. Il portavoce dell'IDF, generale Daniel Hagari, ha dichiarato che Ariel e Kfir sarebbero stati uccisi a Gaza nelle prime settimane del conflitto: "Non li hanno uccisi con il fuoco, li hanno uccisi con le mani, e poi hanno cercato di nascondere le prove con atti orribili". Il padre dei bambini, Yarden Bibas, è stato liberato il 1° febbraio.
Hamas restituisce un corpo non identificato
Al posto di Shiri Bibas, Hamas ha consegnato un altro corpo femminile, la cui identità rimane sconosciuta. Questo presunto scambio ha scatenato l'ira di Israele, che ha immediatamente richiesto la restituzione del corpo della donna. Tra le quattro salme riconsegnate, Israele ha confermato l'identità di Oded Lifshitz, un ex giornalista di 83 anni rapito il 7 ottobre.
La cerimonia di consegna dei corpi, avvenuta davanti a una folla numerosa, ha contribuito ad aumentare la tensione. L'episodio potrebbe compromettere la seconda fase dell'accordo tra le parti, prevista per il 1° marzo, che prevede il rilascio di altri ostaggi israeliani in cambio di circa 1.900 prigionieri palestinesi detenuti da Israele.
Netanyahu promette ritorsioni
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha accusato Hamas di aver violato l'accordo e ha promesso conseguenze. In un messaggio sui social, ha dichiarato che Israele agirà per riportare a casa tutti gli ostaggi, vivi o morti, e per far pagare a Hamas "il prezzo intero per questa crudele e malvagia violazione dell’accordo". Ha concluso con un'espressione di vendetta: "Che Dio vendichi il loro sangue, come faremo noi".
Le autorità israeliane hanno già annunciato un'intensificazione delle operazioni militari, in particolare sulla Cisgiordania, dopo l'esplosione di alcuni autobus nella città costiera di Bat Yam, attentati di cui Israele ritiene responsabile Hamas.
La replica di Hamas: possibile errore nello scambio dei corpi
Hamas ha reagito esprimendo "sorpresa" per le accuse israeliane e ha assicurato di voler indagare sulla vicenda. Il gruppo palestinese ha ipotizzato che ci sia stato "un errore o un rimescolamento" dei resti umani recuperati dalle macerie dopo un attacco israeliano. Tuttavia, non ha offerto scuse per l’errore e ha chiesto a Israele la restituzione del corpo della donna palestinese che, apparentemente, è stato consegnato al posto di quello di Shiri Bibas.
Nonostante la tensione crescente, Hamas ha dichiarato di voler proseguire con l'accordo di tregua, confermando che domani dovrebbe avvenire un nuovo scambio di ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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