Link to Spari ed esplosioni risuonano a Jenin, in quella che alcuni testimoni definiscono una delle offensive più violente degli ultimi anni. L’operazione, denominata “Muro di ferro”, è condotta congiuntamente da IDF e Shin Bet, il servizio di intelligence interno israelianoSpari ed esplosioni risuonano a Jenin, in quella che alcuni testimoni definiscono una delle offensive più violente degli ultimi anni. L’operazione, denominata “Muro di ferro”, è condotta congiuntamente da IDF e Shin Bet, il servizio di intelligence interno israeliano
Link to L’operazione “Muro di ferro” in CisgiordaniaL’operazione “Muro di ferro” in Cisgiordania
Spari ed esplosioni risuonano a Jenin, in quella che alcuni testimoni definiscono una delle offensive più violente degli ultimi anni. L’operazione, denominata “Muro di ferro”, è condotta congiuntamente da IDF e Shin Bet, il servizio di intelligence interno israeliano. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “Agiamo sistematicamente e con forza contro l’asse iraniano ovunque si estenda: Gaza, Libano, Siria, Yemen, Giudea e Samaria,” riferendosi alla Cisgiordania.L’attacco avviene poche ore dopo la decisione di Donald Trump di rimuovere le sanzioni contro i coloni estremisti, inserita nei suoi primi ordini esecutivi del nuovo mandato.
Link to Il contesto politico e il ruolo dell’AnpIl contesto politico e il ruolo dell’Anp
La situazione a Jenin è ulteriormente complicata dall’abbandono del campo profughi da parte della polizia dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), che solo una settimana fa aveva mediato un accordo di tregua con il Battaglione Jenin. Questo gruppo raccoglie diverse fazioni armate locali ed era sotto assedio da quasi un mese da parte delle forze di sicurezza dell’Anp, intenzionate a sottrarne il controllo a Hamas e Jihad Islamica.Link to Tensioni interne in Israele e il rischio di escalationTensioni interne in Israele e il rischio di escalation
L’operazione a Jenin sembra anche una risposta alle pressioni interne al governo israeliano. Bezalel Smotrich, ministro dell’ultradestra con ampie deleghe sulla Cisgiordania, ha definito questa azione “l’inizio di una lunga e potente campagna militare in difesa degli insediamenti”. Smotrich, insieme all’ex ministro Itamar Ben-Gvir, si era opposto al cessate il fuoco a Gaza. Le loro posizioni mettono Netanyahu sotto pressione: Smotrich ha minacciato di far cadere il governo se l’accordo mediato a Doha non sarà seguito da un ritorno alla guerra nella Striscia.Nel frattempo, Hamas ha esortato a una “escalation in Cisgiordania” per contrastare il “terrorismo dei coloni e di Israele”. Questa situazione alimenta timori per il futuro della tregua e rende ancora più incerto il percorso verso una stabilità duratura.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati