L' Ue vuole instaurare relazioni diplomatiche con la nuova Siria

di

Emilia Morelli
L' Ue vuole instaurare relazioni diplomatiche con la nuova Siria

Link to Kaja Kallas, nota sostenitrice della causa ucraina e ferma oppositrice della Russia, ha chiarito una delle condizioni principali per avviare un dialogo con la Siria post-Assad: l’esclusione della Russia e dell’Iran dal futuro del PaeseKaja Kallas, nota sostenitrice della causa ucraina e ferma oppositrice della Russia, ha chiarito una delle condizioni principali per avviare un dialogo con la Siria post-Assad: l’esclusione della Russia e dell’Iran dal futuro del Paese

ueL’Ue sta pianificando di stabilire relazioni diplomatiche con la nuova Siria, ora governata dall’Hayat Tahrir al-Sham (Hts) sotto la guida di Abu Mohammed al-Jolani. Questa milizia ha recentemente posto fine al lungo regime degli Assad, segnando una svolta nella storia del Paese. La decisione è stata confermata dalla nuova Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, durante il suo primo incontro con i ministri degli Esteri dei 27 Stati membri. La Kallas ha annunciato di aver incaricato il servizio diplomatico dell’Ue di prendere contatto con i nuovi leader siriani, un passo significativo seppur controverso, considerando che l’Hts è ancora classificata come organizzazione terroristica da diversi Paesi occidentali, dalla Turchia e dalle Nazioni Unite.

Nonostante questi precedenti, segnali di apertura sono emersi anche dagli Stati Uniti, che sembrano aver già avviato colloqui informali con il nuovo governo di Damasco. Tuttavia, il cammino è incerto e carico di condizioni: i futuri rapporti dell’Occidente con il regime dipenderanno dal suo impegno a garantire la protezione delle minoranze interne e a prendere le distanze dalle alleanze e politiche del passato.

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Kaja Kallas, nota sostenitrice della causa ucraina e ferma oppositrice della Russia, ha chiarito una delle condizioni principali per avviare un dialogo con la Siria post-Assad: l’esclusione della Russia e dell’Iran dal futuro del Paese. Questo implica, tra l’altro, la rimozione delle basi militari russe presenti in Siria, come quelle di Tartus e Latakia. Questi presidi, considerati cruciali per le operazioni militari russe nel Mediterraneo, sono già al centro di negoziati tra Mosca e i nuovi governanti dell’Hts. L’obiettivo europeo, condiviso anche da altri attori regionali come i Paesi arabi e gli Stati Uniti, è chiaro: ridurre l’influenza russa e impedire che la Siria sia utilizzata come base per ulteriori operazioni militari.

Segnali di un possibile ritiro russo sono stati avvistati, con immagini che mostrano mezzi militari diretti verso le basi per una potenziale evacuazione. Tuttavia, le basi sono state recentemente colpite dall’aviazione israeliana, che continua a mirare a obiettivi strategici in Siria, approfittando del vuoto di potere lasciato dalla caduta del regime di Assad.

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In attesa di sviluppi concreti, i Paesi dell’Ue hanno concordato di mantenere le relazioni con la Siria a un livello diplomatico minimo, con la presenza di un incaricato d’affari a Damasco, assente da anni. Il giudizio sull’Hts sarà basato sui fatti: rispetto delle minoranze, inclusività e tutela dei diritti delle donne saranno i criteri chiave per valutare il nuovo regime.

Anche la premier italiana Giorgia Meloni ha espresso una posizione favorevole a un approccio cauto ma propositivo. In un messaggio agli Stati Generali della Diplomazia a Roma, Meloni ha sottolineato come la caduta del regime di Assad rappresenti un’opportunità per promuovere una pace duratura e giusta in Medio Oriente, a patto che si lavori congiuntamente con i partner internazionali per raggiungere questo obiettivo.

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Mentre il panorama siriano si ridisegna, l’Unione Europea e i suoi alleati continuano a monitorare la situazione con attenzione, cercando di bilanciare il dialogo con la necessità di garantire stabilità e sicurezza nella regione. La prudenza sarà la guida per stabilire se la nuova leadership di Damasco sarà in grado di mantenere gli impegni richiesti per un futuro di cooperazione internazionale.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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