Libano, Attacco alla base Unifil: quattro caschi blu italiani feriti

di

Emilia Morelli
Libano, Attacco alla base Unifil: quattro caschi blu italiani feriti

Link to L’Unifil ha denunciato la gravità della violazione, ricordando che qualsiasi attacco deliberato o accidentale contro le forze di pace è un atto contrario al diritto internazionale e alla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni UniteL’Unifil ha denunciato la gravità della violazione, ricordando che qualsiasi attacco deliberato o accidentale contro le forze di pace è un atto contrario al diritto internazionale e alla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

libanoLa base Unp 2-3 di Shama, nel sud del Libano, sede del contingente italiano della missione Onu Unifil, è stata nuovamente colpita nel corso di uno scambio di artiglieria tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e Hezbollah. Durante l’attacco, quattro caschi blu italiani della Brigata Sassari sono rimasti feriti. Secondo fonti governative, le loro condizioni non destano preoccupazioni: si tratterebbe solo di lievi escoriazioni. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che non vi sono rischi per la vita dei militari e ha ribadito l’importanza di proteggere le forze di pace.

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Unifil ha spiegato che due razzi da 122 mm hanno colpito il quartier generale del settore Ovest di Shama, danneggiando un bunker e un’area logistica della base. L’esplosione ha causato ferite a militari di servizio, colpiti da pietre e schegge di vetro. Nonostante le fiamme divampate in una struttura, l’incendio è stato rapidamente domato senza ulteriori conseguenze. La missione Onu ha attribuito l’attacco a Hezbollah o a gruppi affiliati, sottolineando che i razzi utilizzati, incompatibili con l’arsenale israeliano, indicano l’origine dell’attacco.

L’Unifil ha denunciato la gravità della violazione, ricordando che qualsiasi attacco deliberato o accidentale contro le forze di pace è un atto contrario al diritto internazionale e alla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso dure critiche contro Hezbollah, definendo inaccettabili gli attacchi ripetuti alle basi italiane: «Se non sanno usare le armi, facciano altro», ha dichiarato, aggiungendo che i caschi blu italiani rappresentano le migliori forze di pace e non devono essere toccati. Tajani ha poi ribadito che l’Italia non tollererà ulteriori episodi simili.

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha condannato l’accaduto, definendolo un atto di «profonda indignazione e preoccupazione». Meloni ha espresso solidarietà ai feriti e gratitudine per l’operato del contingente italiano, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza delle forze di interposizione Onu. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha contattato il comandante del contingente italiano e il governo libanese per affrontare la questione, auspicando che Israele eviti di sfruttare le basi Unifil come scudi e chiedendo maggiore sicurezza per i militari italiani e la popolazione civile.

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L’episodio rappresenta il terzo attacco alla base italiana di Shama in una settimana. Appena tre giorni prima, l’area era stata colpita da otto razzi, anch’essi attribuiti a Hezbollah. Nella stessa giornata, altre basi di Unifil nel sud del Libano erano state oggetto di simili attacchi, dimostrando un’intensificazione della violenza nella regione e accrescendo i rischi per il personale delle Nazioni Unite.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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