Medio Oriente, inviato Usa a Beirut per i colloqui sulla tregua

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Annachiara Mottola Di Amato
Medio Oriente, inviato Usa a Beirut per i colloqui sulla tregua

Link to L'obiettivo della visita è partecipare ai colloqui con i funzionari locali per arrivare a una tregua tra Hezbollah- che ha già dato risposta positiva al piano di Washington- e IsraeleL'obiettivo della visita è partecipare ai colloqui con i funzionari locali per arrivare a una tregua tra Hezbollah- che ha già dato risposta positiva al piano di Washington- e Israele

L'inviato statunitense Amos Hochstein è atterrato a Beirut. L'obiettivo della visita è partecipare ai colloqui con i funzionari locali per arrivare a una tregua tra Hezbollah e Israele.
Lo ha comunicato l'agenzia stampa di statale libanese, poche ore dopo che il gruppo sostenuto dall'Iran ha approvato una proposta preparata da Washington. La visita rappresenta un passo avanti negli sforzi diplomatici promossi dagli Stati Uniti, con l'obiettivo di porre fine al conflitto degenerato a fine settembre in una guerra a tutto campo, dopo che Israele ha lanciato attacchi estesi nei confronti di Hezbollah.
La visita a Beirut per lavorare sulla tregua

Inizialmente Hochstein aveva rinunciato a recarsi in Libano, ma la situazione è poi cambiata in serata dopo l'accettazione da parte del governo libanese e di Hezbollah di discutere la proposta americana di tregua fra Israele e Libano. La risposta ufficiale positiva del governo libanese al piano Usa di cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele è stata presentata all'ambasciata americana di Beirut proprio mentre un raid israeliano colpiva il cuore della capitale, nei pressi del Parlamento, dell'Onu, dell'ufficio del primo ministro e di diverse ambasciate.

Tornando a Hezbollah, fonti di Axios hanno fatto sapere che la risposta nei colloqui per la tregua è stata un "sì", ma ancora interlocutorio: i negoziati quindi proseguono per chiudere i punti rimasti in sospeso. In particolare, Hezbollah avrebbe rifiutato la partecipazione di Germania e Regno Unito al comitato di monitoraggio sull'attuazione dell'accordo, mentre accetterebbe il coinvolgimento franco-americano. Intanto, emergono maggiori dettagli sulla proposta americana: un ritiro reciproco di Hezbollah oltre il fiume Litani e dell'Idf dai villaggi libanesi, il ritorno degli sfollati di entrambe le parti e un significativo rafforzamento delle forze Unifil e dell'esercito libanese.

La sorte degli ostaggi

Intanto, mentre un'intesa sul fronte nord con il Libano sembra avvicinarsi, i riflettori restano puntati su Gaza e la sorte degli ostaggi. Con il premier Benyamin Netanyhu che, parlando alla Knesset, ha ribadito che presto decine di ostaggi potrebbero tornare a casa. Tuttavia, secondo alcune fonti, il primo ministro israeliano avrebbe detto in un colloquio confidenziale che 50 rapiti sono ancora vivi mentre gli altri 50 sarebbero morti. Secondo fonti di Axios il direttore dello Shin Bet Ronen Bar è stato in Turchia sabato, dove ha incontrato l'omologo Ibrahim Kalin proprio per discutere dei negoziati sugli ostaggi e sul cessate il fuoco nella Striscia.

Lo scenario in Libano dopo la tregua

Dopo la tregua, in Libano dovrebbe essere poi istituito un comitato internazionale con la partecipazione di Usa, Francia, Gran Bretagna e un Paese arabo di cui non sono ancora state definite le competenze.  Nel frattempo. dagli Usa è arrivata la notizia che un avvocato che rappresenta le famiglie delle vittime americane dell'attacco del 7 ottobre ha intentato causa presso una corte federale degli Stati Uniti contro l'Iran, Hamas, Hezbollah, la Jihad islamica palestinese e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Alla corte è stata presentata una nuova prova del coinvolgimento della repubblica islamica nell'attacco: documenti segreti che dimostrerebbero come i pasdaran iraniani abbiano trasferito milioni a Hamas.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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