Link to Questa decisione è stata presa in seguito ai pareri negativi espressi da diverse agenzie internazionali per la protezione dei minori, tra cui l’Unhcr e l’Unicef, e dopo la presentazione di richieste di protezione internazionale per 34 di questi orfani da parte dei loro tutori italianiQuesta decisione è stata presa in seguito ai pareri negativi espressi da diverse agenzie internazionali per la protezione dei minori, tra cui l’Unhcr e l’Unicef, e dopo la presentazione di richieste di protezione internazionale per 34 di questi orfani da parte dei loro tutori italiani
La situazione dei 57 orfani ucraini ospitati in Val d’Imagna, provincia di Bergamo, ha recentemente visto una svolta significativa. Kiev aveva richiesto il loro rimpatrio immediato, ma questa richiesta ha incontrato una forte opposizione, culminata nella decisione del tribunale per i minori di Brescia di sospendere temporaneamente il rientro in patria dei bambini. Questa decisione è stata presa in seguito ai pareri negativi espressi da diverse agenzie internazionali per la protezione dei minori, tra cui l’Unhcr e l’Unicef, e dopo la presentazione di richieste di protezione internazionale per 34 di questi orfani da parte dei loro tutori italiani.
Questi bambini e adolescenti, fuggiti dalla guerra in Ucraina nel marzo 2022 insieme ai loro educatori, sono ospitati da due anni e mezzo in tre centri nella Val d’Imagna. I minori, molti dei quali stanno ricevendo cure per gravi patologie, si trovano in un ambiente sicuro e accogliente, inseriti nelle scuole italiane e mantenendo comunque stretti rapporti con l’Ucraina. Nonostante ciò, Kiev ha mostrato una certa urgenza nel volerli rimpatriare, una mossa che ha sollevato numerosi interrogativi e preoccupazioni, soprattutto per il fatto che il Paese è ancora in guerra.
L’Unicef ha sottolineato la vulnerabilità di questi bambini, molti dei quali mostrano segni di traumi psicologici e alcune condizioni specifiche come l’autismo, che necessitano di un supporto continuativo. Alla luce di queste circostanze, la decisione di rimandare il rimpatrio permette ai bambini di trascorrere un Ferragosto in pace, lontano dai pericoli del conflitto.
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