Link to Secondo fonti israeliane, l'incontro si terrà dopo la festività della Pasqua ebraica, che quest’anno si celebra tra il 12 e il 20 aprile. Tuttavia, la data precisa del vertice non è ancora stata resa pubblicaSecondo fonti israeliane, l'incontro si terrà dopo la festività della Pasqua ebraica, che quest’anno si celebra tra il 12 e il 20 aprile. Tuttavia, la data precisa del vertice non è ancora stata resa pubblica
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è atteso prossimamente negli Stati Uniti per un incontro ufficiale con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca. La visita è stata concordata in seguito a una conversazione telefonica tra i due leader e ha come tema principale le recenti misure tariffarie imposte da Washington nei confronti di Israele. Tra queste, una nuova tassa doganale del 17% che ha sollevato preoccupazioni a Tel Aviv.
Secondo fonti israeliane, l'incontro si terrà dopo la festività della Pasqua ebraica, che quest’anno si celebra tra il 12 e il 20 aprile. Tuttavia, la data precisa del vertice non è ancora stata resa pubblica. Nel corso del colloquio, Netanyahu e Trump affronteranno il tema delle relazioni economiche bilaterali, con un focus sulle conseguenze dell'inasprimento delle tariffe doganali.
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Già nei giorni precedenti, l’amministrazione statunitense aveva lasciato intendere che il premier israeliano avrebbe ricevuto un nuovo invito alla Casa Bianca, dopo l'incontro avvenuto a febbraio. In quell’occasione, i due leader avevano discusso principalmente degli sviluppi del conflitto a Gaza, tema che con ogni probabilità tornerà al centro del dibattito anche nel prossimo vertice.
Nel frattempo, Netanyahu si trova in Ungheria su invito del primo ministro Viktor Orbán, il quale ha ignorato apertamente il mandato d’arresto internazionale emesso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del leader israeliano e del suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant. Il tribunale dell’Aja ha infatti accusato entrambi di crimini di guerra legati all’assedio di Gaza iniziato il 7 ottobre 2023.
Sebbene l'Ungheria riconosca formalmente la giurisdizione della Corte, Orbán ha dichiarato che non darà seguito all'ordine di arresto nei confronti di Netanyahu. Anzi, il premier ungherese ha annunciato l’intenzione di ritirare il paese dall’accordo che lo vincola alla Corte dell’Aja, rafforzando così la propria alleanza con il leader israeliano.
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