Prigionieri palestinesi, Israele pronta a rilasciarne 2000: tra loro 22 minorenni e decine di ergastolani

di

Carlo Longo
Prigionieri palestinesi, Israele pronta a rilasciarne 2000: tra loro 22 minorenni e decine di ergastolani

Link to Prima fase del piano di pace promosso da Trump: tra i detenuti da liberare ci sono anche civili, insegnanti e operatori sanitari. Hamas chiede la scarcerazione di Barghouti e Saadat. Denunce di raid israeliani nelle case delle famiglie dei prigionieriPrima fase del piano di pace promosso da Trump: tra i detenuti da liberare ci sono anche civili, insegnanti e operatori sanitari. Hamas chiede la scarcerazione di Barghouti e Saadat. Denunce di raid israeliani nelle case delle famiglie dei prigionieri

Il governo israeliano si prepara a rilasciare circa duemila prigionieri palestinesi nelle prossime ore, nell’ambito della prima fase del piano di pace sostenuto dagli Stati Uniti. Tra i detenuti che lasceranno le carceri figurano 22 minorenni, oltre a più di duecento ergastolani condannati per attentati e omicidi.

Secondo fonti ufficiali, 1.722 dei detenuti in lista sono stati arrestati negli ultimi due anni, pur non essendo coinvolti nell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Di molti di loro non sono mai stati resi pubblici i capi d’accusa, e per una parte consistente si tratta di civili arrestati durante operazioni di sicurezza o proteste.

La lista dei detenuti e le pressioni di Hamas

L’elenco definitivo dei prigionieri da liberare è ancora in fase di definizione. Hamas insiste per includere sette figure di spicco, tra cui Marwan Barghouti, ex leader di Fatah considerato un possibile futuro presidente palestinese, e Ahmad Saadat, segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Secondo quanto riportato dal ministero della Giustizia israeliano, tra i prigionieri che verranno rilasciati figurano 250 detenuti considerati “di massima sicurezza”. Di questi, 15 saranno trasferiti a Gerusalemme Est, 135 espulsi a Gaza o all’estero — probabilmente verso Turchia o Qatar — e circa cento detenuti speciali saranno inviati in Cisgiordania, dopo essere stati trasferiti nel carcere di Ofer.

Tuttavia, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, esponente dell’estrema destra israeliana, ha chiesto al premier Benyamin Netanyahu di bloccare il rilascio, definendo l’accordo “un cedimento pericoloso”.

Denunce di abusi e raid contro le famiglie

Mentre il rilascio si avvicina, l’agenzia palestinese Wafa denuncia operazioni di perquisizione e intimidazione condotte dall’IDF (le Forze di Difesa Israeliane) contro le famiglie dei detenuti.

Secondo le fonti locali, i militari avrebbero fatto irruzione nelle abitazioni di almeno otto prigionieri in attesa di liberazione, saccheggiando gli appartamenti e arrestando il fratello di uno dei detenuti. Altri raid sono stati segnalati a Hebron e Deir Samet, dove le case di tre ergastolani sarebbero state devastate.

Le autorità israeliane avrebbero inoltre avvertito le famiglie di non organizzare celebrazioni pubbliche per la liberazione. Nelle ultime 24 ore, i media palestinesi riferiscono anche di attacchi da parte di coloni israeliani in varie località della Cisgiordania, con incendi di alberi e occupazioni di pozzi d’acqua.

Oltre 6.000 prigionieri nelle carceri israeliane

Secondo i dati raccolti dal Guardian, dall’ottobre 2023 Israele ha incarcerato circa 6.000 palestinesi. Solo un quarto di essi è stato identificato come combattente o affiliato a Hamas.

Nelle prigioni israeliane restano ancora operatori sanitari, insegnanti, giornalisti, scrittori, malati e disabili, molti dei quali non sono inclusi negli accordi di liberazione.

Tra i detenuti esclusi figurano anche due noti medici di Gaza, Hussam Abu Safiya e Marwan al-Hams, entrambi direttori di ospedali nella Striscia. Le autorità israeliane li accusano di legami con Hamas, ma le organizzazioni umanitarie internazionali negano l’esistenza di prove concrete e ne chiedono la scarcerazione immediata.

Con l’imminente rilascio dei duemila prigionieri, Israele e Palestina compiono un passo simbolico ma fragile verso la distensione, mentre sul campo la tensione resta altissima. Per molti palestinesi, la liberazione rappresenta un atto di giustizia tardiva; per gran parte della politica israeliana, un rischio strategico che potrebbe compromettere la sicurezza nazionale.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News

"Stiamo lavorando al nuovo sito web, ci scusiamo per qualche disagio eventuale per le prossime ore"