Link to Secondo Putin, la crisi ucraina sarebbe il risultato delle "politiche aggressive di lunga data della NATO" e qualsiasi accordo dovrà rispettare le nuove "realtà territoriali" e affrontare le questioni di sicurezza russe. La Russia rimane ferma nella sua richiesta di eliminare le cause originarie del conflitto, ritenendo insostenibile ogni compromesso che non soddisfi questi criteriSecondo Putin, la crisi ucraina sarebbe il risultato delle "politiche aggressive di lunga data della NATO" e qualsiasi accordo dovrà rispettare le nuove "realtà territoriali" e affrontare le questioni di sicurezza russe. La Russia rimane ferma nella sua richiesta di eliminare le cause originarie del conflitto, ritenendo insostenibile ogni compromesso che non soddisfi questi criteri
La conversazione rappresenta una delle prime occasioni in cui un leader occidentale, escluso il premier ungherese Viktor Orbán, entra in contatto con Putin dall’inizio dell’offensiva russa in Ucraina. Mosca non ha perso l’opportunità di pubblicizzare l’evento, segno di un tentativo di mostrare crepe nell’isolamento diplomatico russo.
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Nonostante il gesto di apertura, il Cremlino ha ribadito posizioni ben note. Secondo Putin, la crisi ucraina sarebbe il risultato delle "politiche aggressive di lunga data della NATO" e qualsiasi accordo dovrà rispettare le nuove "realtà territoriali" e affrontare le questioni di sicurezza russe. La Russia rimane ferma nella sua richiesta di eliminare le cause originarie del conflitto, ritenendo insostenibile ogni compromesso che non soddisfi questi criteri.Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha inoltre chiarito che Mosca non considera Scholz un intermediario credibile, data la posizione tedesca di condanna dell’aggressione russa e il supporto continuativo all’Ucraina.
Nel contesto interno russo, il colloquio con Scholz è stato sfruttato per seminare dubbi tra gli alleati dell’Ucraina, approfittando di prevedibili reazioni critiche da parte del presidente Zelensky e di partner europei come la Lituania.
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Parallelamente alla telefonata, la Russia ha continuato a utilizzare l’energia come strumento di pressione. Gazprom ha interrotto le forniture di gas verso l’Austria, adducendo controversie legali con la compagnia energetica austriaca OMV. Nonostante ciò, il cancelliere austriaco Karl Nehammer ha assicurato che il paese non subirà disagi grazie a scorte piene e forniture alternative.La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che la UE è pronta per affrontare l’inverno, con riserve di gas sufficienti a resistere al ricatto energetico di Mosca. Solo due Paesi europei, Ungheria e Slovacchia, continuano a dipendere in maniera significativa dal gas russo, mantenendo un rapporto più stretto con Mosca.
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La Russia attende gennaio per valutare l’effettiva capacità di Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, di mantenere le promesse di distensione fatte durante la campagna elettorale. Mosca rimane scettica, ricordando il primo mandato di Trump, quando molte delle sue intenzioni sono state frenate da quello che il Cremlino definisce lo "Stato profondo".Fino a quel momento, ogni tentativo di negoziato con l’Occidente sembra sospeso. Putin, infatti, non dà segni di voler modificare la sua posizione e continua a sfruttare le divisioni interne al fronte occidentale per rafforzare la propria posizione strategica.
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