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Durante la notte dei raid israeliani hanno colpito, distruggendole, le infrastrutture militari siriane nel sud del Paese. Tel Aviv ha giustificato tali azioni parlando di “obiettivi colpiti per eliminare le minacce future”.
La nota dell’Idf
“I jet da combattimento dell'IAF hanno colpito radar e mezzi di rilevamento utilizzati per costruire valutazioni di intelligence aerea nel sud della Siria", scrive l'esercito di Israele su Telegram. "Inoltre, sono state colpite postazioni di comando e siti militari contenenti armi e attrezzature militari appartenenti al regime siriano nel sud della Siria. La presenza di questi mezzi nel sud della Siria rappresentava una minaccia per lo Stato di Israele e per le attività dell'IDF. Questi obiettivi sono stati colpiti per eliminare minacce future".
Cremlino su escalation violenza: "In contatto con altri Paesi"
La Russia afferma di essere "in contatto" con altri Paesi dopo le recenti violenze nella Siria nei confronti della popolazione alawita che vive sulla costa. Nel Paese arabo, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, si contano più di mille morti tra i civili. Mosca è stata tra i principali sostenitori di Assad, fuggito in Russia con la caduta del suo regime lo scorso 8 dicembre. "Siamo in contatto con altri Paesi sulla questione siriana", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in dichiarazioni riportate dai media russi.
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