Riarmo europeo, si dal PE alla risoluzione della Commissione

di

Emilia Morelli
Riarmo europeo, si dal PE alla risoluzione della Commissione

Link to Con 419 voti favorevoli, 204 contrari e 46 astensioni su 669 votanti, è stato approvato il Libro Bianco dell’UE sulla difesa, documento che include riferimenti al piano ReArm Europe promosso da Ursula von der LeyenCon 419 voti favorevoli, 204 contrari e 46 astensioni su 669 votanti, è stato approvato il Libro Bianco dell’UE sulla difesa, documento che include riferimenti al piano ReArm Europe promosso da Ursula von der Leyen

[caption id="attachment_65927" align="alignleft" width="300"]riarmo PARLAMENTO EUROPEO[/caption]

Il Parlamento europeo ha espresso un chiaro sostegno al piano di riarmo proposto dalla Commissione europea e al proseguimento del supporto all’Ucraina, anche alla luce delle recenti incertezze sulla posizione degli Stati Uniti. Con 419 voti favorevoli, 204 contrari e 46 astensioni su 669 votanti, è stato approvato il Libro Bianco dell’UE sulla difesa, documento che include riferimenti al piano ReArm Europe promosso da Ursula von der Leyen.

La votazione ha messo in evidenza divisioni significative tra le delegazioni italiane. Mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno sostenuto il progetto, la Lega si è opposta. Anche tra le forze di opposizione si sono registrate divergenze: il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno votato contro, mentre il Partito Democratico si è spaccato tra favorevoli e astenuti.

Giorgetti sul riarmo europeo

Il ministro dell'Economia ha ribadito l’orientamento del governo italiano: l’obiettivo è garantire che il piano non intacchi gli investimenti pubblici né aumenti il debito del Paese. Secondo Giorgetti, il finanziamento delle spese legate alla difesa non deve avvenire a scapito di settori cruciali come la sanità e i servizi pubblici.

Dibattito interno e posizioni contrastanti

All’interno del Partito Democratico, la decisione di astenersi è stata frutto di un lungo confronto interno. La segretaria Elly Schlein, inizialmente critica sul progetto, ha optato per una posizione intermedia per mantenere unita la delegazione. Alcuni esponenti, come Marco Tarquinio e Cecilia Strada, avrebbero preferito esprimere un voto contrario, ma hanno accettato il compromesso dell’astensione. Secondo il capodelegazione Nicola Zingaretti, il documento non affronta sufficientemente il tema del federalismo europeo, mentre Sandro Ruotolo ha sottolineato la necessità di una difesa comune senza incentivare la corsa agli armamenti dei singoli Stati.

Di contro, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha difeso la linea favorevole al piano ReArm Europe, criticando le posizioni di chi si è opposto: "I populisti si ritrovano sempre sulle stesse posizioni. In Europa la vera divisione è tra chi sostiene le democrazie liberali e chi no."

Le reazioni del Movimento 5 Stelle e delle altre forze politiche

Decisamente critico il Movimento 5 Stelle, che ha manifestato apertamente la propria contrarietà con una protesta organizzata a Strasburgo da Giuseppe Conte. Il gruppo ha denunciato quello che definisce un'agenda bellicista, basata sul riarmo e sul finanziamento della guerra tramite la Banca Europea per gli Investimenti. Il M5S ha annunciato una forte opposizione nelle istituzioni e nelle piazze, a partire da una manifestazione prevista per il 5 aprile.

 

Sostegno a Kiev e tensioni con gli Stati Uniti

Oltre al Libro Bianco sulla difesa, il Parlamento ha approvato una risoluzione non vincolante a favore dell’Ucraina. Il documento riconosce l’UE come principale alleato strategico di Kiev e sottolinea la necessità di mantenere il supporto finanziario, soprattutto in seguito alla presunta incertezza degli Stati Uniti. Questo passaggio ha suscitato perplessità in Fratelli d’Italia, che ha ritenuto il testo eccessivamente critico nei confronti dell’amministrazione americana, definendolo "anti-trumpiano". Nonostante il tentativo di bloccare la risoluzione, il gruppo si è infine astenuto, segnando un cambio di posizione rispetto ai precedenti voti sull’Ucraina.

Il dibattito sul futuro della difesa europea e sulla posizione dell’UE nel contesto geopolitico internazionale rimane quindi aperto, con spaccature interne ai gruppi politici e una crescente attenzione ai rapporti transatlantici.

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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