Siria, nel post Assad: i rapporti con la Russia e l'inclusione dei curdi

di

Corinna Pindaro
Siria, nel post Assad: i rapporti con la Russia e l'inclusione dei curdi

Link to La sconfitta delle forze governative, dopo una guerra civile durata 13 anni, ha aperto le porte a un nuovo scenario politico e sociale, guidato ora dal gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), capeggiato da Abu Mohammed al-JawlanLa sconfitta delle forze governative, dopo una guerra civile durata 13 anni, ha aperto le porte a un nuovo scenario politico e sociale, guidato ora dal gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), capeggiato da Abu Mohammed al-Jawlan

siriaLe immagini satellitari delle basi russe in Siria e le rivelazioni sulle fabbriche di droga del regime di Bashar al-Assad segnano il tramonto di un’epoca. La sconfitta delle forze governative, dopo una guerra civile durata 13 anni, ha aperto le porte a un nuovo scenario politico e sociale, guidato ora dal gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), capeggiato da Abu Mohammed al-Jawlani.

Questo leader, conosciuto con il nome di battaglia ma nato come Ahmad Sharaa, ha trasformato HTS da affiliato di al-Qaeda a un’organizzazione che cerca legittimità diplomatica e dialogo con potenze regionali. Le sue recenti dichiarazioni, apparentemente concilianti, promettono un futuro inclusivo, anche per i curdi, tradizionalmente oppressi dal regime. “I curdi sono parte della patria e riceveranno i loro diritti secondo la legge”, ha affermato Sharaa in un’intervista, aprendo a un possibile cambiamento storico nei rapporti con questo popolo senza Stato. Tuttavia, resta da vedere se le promesse verranno mantenute o se si tratta solo di parole strategiche per guadagnare consensi.

Link to Il futuro dell’influenza russa in SiriaIl futuro dell’influenza russa in Siria

Un altro interrogativo riguarda il ruolo della Russia. Mosca, che ha sostenuto Assad per anni garantendo la sopravvivenza del regime, ha investito in Siria per mantenere una presenza strategica nel Mediterraneo, con le basi di Tartus e Hmeimim. Ma ora, con l’avanzata delle milizie anti-governative, le dinamiche sembrano cambiare.

Negli ultimi giorni, alcune fregate e un sottomarino russo sono stati avvistati al largo di Tartus, inizialmente interpretati come parte di un’esercitazione. Tuttavia, le immagini satellitari hanno rivelato la presenza di grandi aerei cargo A124 nella base di Hmeimim, pronti al trasporto di mezzi pesanti. Questo ha sollevato speculazioni sulla possibile smobilitazione russa dalla Siria. Fonti di Mosca, però, smentiscono, affermando di voler mantenere l’operatività nell’area. Al-Jawlani stesso ha dichiarato di voler dialogare con tutti gli attori coinvolti, inclusa la Russia, segnalando un’apertura a negoziati che potrebbero ridefinire gli equilibri nella regione.

Link to La fine del Captagon: verso una nuova economiaLa fine del Captagon: verso una nuova economia

Un elemento chiave per il futuro della Siria è la promessa di porre fine alla produzione di Captagon, la droga nota come "cocaina del terrorista". Durante il regime di Assad, il traffico di questa sostanza aveva assunto proporzioni enormi, generando profitti stimati tra 5 e 30 miliardi di dollari l’anno. In un Paese il cui PIL è passato da 60 miliardi pre-guerra a meno di 10 miliardi, il Captagon aveva rappresentato una risorsa cruciale, coprendo l’80% della domanda globale.

Prodotta in stabilimenti nascosti con materiali importati da diversi Paesi – acido folico dalla Germania, caffeina dall’India e lattosio dalla Polonia – questa droga è stata venduta nei mercati arabi e in Europa a prezzi esorbitanti. Al-Jawlani ha promesso di mettere fine a questo mercato nero, definendo la produzione di Captagon una delle eredità più oscure del regime di Assad. Questa presa di posizione potrebbe attrarre l’interesse dei Paesi del Golfo e aprire la strada a futuri aiuti internazionali, essenziali per la ricostruzione del Paese.

Link to Un futuro incerto tra promesse e sfideUn futuro incerto tra promesse e sfide

Mentre il regime di Assad sembra cedere definitivamente il controllo, la Siria si trova a un bivio. La sua economia è in rovina, la popolazione è dispersa e frammentata, e il tessuto sociale è profondamente segnato da anni di conflitto e oppressione. Abu Mohammed al-Jawlani cerca di accreditarsi come leader di una Siria nuova, proponendo una narrazione di pacificazione e ricostruzione.

Le sue dichiarazioni, come l’apertura verso i curdi e la lotta contro il traffico di droga, indicano un tentativo di guadagnare la fiducia delle potenze regionali e della comunità internazionale. Tuttavia, il passato jihadista di HTS e la complessità delle alleanze armate nel Paese sollevano dubbi sulla reale capacità di costruire uno Stato stabile e inclusivo. Il destino della Siria resta, dunque, una delle questioni più incerte e delicate del Medio Oriente.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News

"Stiamo lavorando al nuovo sito web, ci scusiamo per qualche disagio eventuale per le prossime ore"