Link to Orbán, ha effettuato due viaggi non concordati con gli altri leader europei: uno a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin, e l’altro a Pechino per incontrare il leader cinese Xi JinpingOrbán, ha effettuato due viaggi non concordati con gli altri leader europei: uno a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin, e l’altro a Pechino per incontrare il leader cinese Xi Jinping
L’Ungheria ha assunto la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea il 1° luglio 2024, e già emergono tensioni tra Budapest e gli altri Stati membri dell’UE. Il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, ha effettuato due viaggi non concordati con gli altri leader europei: uno a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin, e l’altro a Pechino per incontrare il leader cinese Xi Jinping.
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Circa venti Stati membri dell’UE si preparano a denunciare questi viaggi durante la riunione del Comitato dei Rappresentanti Permanenti (Coreper) il 10 luglio. La principale accusa rivolta a Orbán è quella di slealtà nei confronti degli altri membri dell’Unione. Un diplomatico citato dall’Ansa si chiede: «Come si concilia il viaggio a Mosca con il principio di leale cooperazione?». Un’altra fonte anonima ha riferito che la Polonia è particolarmente agitata, mentre altri governi vogliono inviare un messaggio chiaro all’Ungheria.
La questione cruciale è se Orbán si sia recato in Russia e in Cina come premier ungherese o in qualità di presidente del Consiglio dell’UE, rappresentando quindi tutta l’Unione. I vertici di Bruxelles hanno dichiarato che Orbán non aveva alcun mandato per incontrare Putin e Xi Jinping. Eric Mamer, portavoce della Commissione europea, ha sottolineato che Orbán non ha avuto nessun contatto con Bruxelles prima di questi viaggi né ha fornito spiegazioni dopo.
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Orbán ha presentato i suoi viaggi come tentativi di mediazione nel conflitto ucraino. Tuttavia, Mamer ha chiarito che la mediazione richiede l’accordo di entrambe le parti coinvolte, e né l’Ucraina né la Russia hanno chiesto l’intervento di Orbán come mediatore. Questo punto mette in discussione la legittimità dei suoi sforzi diplomatici e alimenta ulteriormente le tensioni all’interno dell’UE.
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