Link to In un’intervista a Reuters il presidente americano sostiene che Mosca sia pronta a un accordo mentre l’Ucraina lo sarebbe meno. A Davos atteso l’incontro con Zelensky, sullo sfondo i bombardamenti e la crisi energetica nel Paese.In un’intervista a Reuters il presidente americano sostiene che Mosca sia pronta a un accordo mentre l’Ucraina lo sarebbe meno. A Davos atteso l’incontro con Zelensky, sullo sfondo i bombardamenti e la crisi energetica nel Paese.
Queste dichiarazioni arrivano mentre ampie zone di Kiev e del resto del Paese sono colpite da bombardamenti russi che hanno messo in ginocchio il sistema energetico. Con temperature che scendono sotto i venti gradi sotto zero, le condizioni di vita per la popolazione stanno diventando sempre più dure.Nei giorni scorsi si era parlato di una possibile missione a Mosca, prima degli incontri in Svizzera, degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner per incontrare Putin, ipotesi però smentita da Trump, che ha dichiarato di non esserne a conoscenza. In realtà, il suo atteggiamento critico verso Zelensky non rappresenta una novità: fin da prima del suo secondo insediamento alla Casa Bianca, il 20 gennaio 2025, Trump ha mostrato posizioni altalenanti, spesso più vicine alle tesi del Cremlino.
Solo dopo il fallito vertice tra Zelensky e Putin in Alaska, lo scorso 15 agosto, Trump aveva espresso maggiore comprensione per le ragioni ucraine. Nelle ultime settimane, però, i toni contro Kiev si sono nuovamente irrigiditi, nonostante un rapporto interno dell’intelligence statunitense abbia segnalato che Putin non ha rinunciato al progetto di occupare l’intera Ucraina e mantenga ambizioni anche su territori europei un tempo sotto il controllo sovietico. Da Kiev si auspica che proprio a Davos vengano definite le garanzie di sicurezza statunitensi ed europee in vista di un possibile accordo con Mosca.Il Cremlino ha colto l’occasione per rilanciare le parole di Trump. «Siamo d’accordo con il presidente americano: Vladimir Putin e la Russia restano aperti al dialogo», ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov. Lo stesso Putin, ricevendo le credenziali di 34 nuovi ambasciatori – tra cui quello italiano Stefano Beltrame – ha parlato di una crisi profonda nei rapporti con molti Paesi europei, sostenendo che il congelamento delle relazioni internazionali non sia responsabilità russa.
Da Roma è arrivata la replica del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha spiegato come i rapporti con Mosca siano deteriorati perché «la Russia ha invaso l’Ucraina e noi l’abbiamo difesa». Tajani ha però precisato che l’Italia «non è in guerra con la Russia né con il popolo russo», ma ha semplicemente condannato un’invasione definita «illegittima».
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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