Link to L’ex presidente accusa Johnson e Pritzker di non proteggere gli agenti ICE e minaccia l’uso dell’Insurrection Act. Sale la tensione tra Casa Bianca e città democraticheL’ex presidente accusa Johnson e Pritzker di non proteggere gli agenti ICE e minaccia l’uso dell’Insurrection Act. Sale la tensione tra Casa Bianca e città democratiche
Donald Trump torna a scuotere il panorama politico americano con dichiarazioni incendiarie che alimentano lo scontro tra il governo federale e le amministrazioni locali democratiche. In un post pubblicato sui social, l’ex presidente — oggi nuovamente alla Casa Bianca — ha chiesto l’arresto del sindaco di Chicago, Brandon Johnson, e del governatore dell’Illinois, JB Pritzker, accusandoli di non aver difeso gli agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) impegnati in operazioni contro l’immigrazione irregolare.
«Il sindaco di Chicago dovrebbe essere in prigione per non aver difeso gli agenti dell’ICE. Anche il governatore Pritzker», ha dichiarato Trump senza specificare quali reati i due leader democratici avrebbero commesso.
Le sue parole arrivano poche ore dopo l’arrivo in Illinois dei primi 400 militari della Guardia Nazionale texana, che si affiancheranno ai 300 già presenti della Guardia dell’Illinois, ora posti sotto controllo federale. Le truppe d’élite, secondo quanto riportato, hanno stabilito la loro base operativa nella cittadina di Elwood, sobborgo di Chicago, per iniziare le operazioni di pattugliamento urbano.
Il pretesto ufficiale per questo dispiegamento è la presunta necessità di proteggere i raid ICE e garantire la sicurezza in una città che Trump ha definito «pericolosa» e «fuori controllo». Tuttavia, né il Pentagono né la Casa Bianca hanno fornito prove concrete a supporto delle affermazioni presidenziali su una presunta insicurezza tale da giustificare un’azione militare interna.
La tensione istituzionale è alle stelle. Il governatore Pritzker ha commentato da Minneapolis:
«Trump è fuori di testa e soffre di demenza. Useremo ogni mezzo legale per fermare questa presa di potere illegittima». Il governatore aveva anche contattato il suo omologo texano, Greg Abbott, chiedendo il ritiro immediato del contingente texano. Richiesta respinta con fermezza: «Abbiamo pienamente autorizzato il presidente a garantire la sicurezza degli agenti federali», ha detto Abbott.
Anche il sindaco Johnson ha reagito duramente, definendo il dispiegamento «illegale, incostituzionale e pericoloso». In una dichiarazione pubblica, ha ribadito il suo impegno a difendere “i diritti civili e la legalità” nella città di Chicago, indipendentemente dalle decisioni dell’amministrazione Trump.
Le città governate da sindaci democratici — da Los Angeles a Portland fino a Chicago — sono sempre più nel mirino del governo federale, che punta a militarizzarle invocando la sicurezza come giustificazione. L’uso dell’Insurrection Act del 1807, legge concepita per contenere ribellioni armate, è stato evocato da Trump come possibile risposta a eventuali blocchi giudiziari: una mossa senza precedenti nella storia politica recente degli Stati Uniti.
Secondo il Comando Settentrionale, le truppe dispiegate non avranno autorità di arresto, ma potranno trattenere individui ritenuti una minaccia immediata per la sicurezza e consegnarli alla polizia locale. Il loro compito ufficiale sarà la protezione di proprietà e personale federale.
Ma dietro la retorica muscolare, resta una realtà di profondo conflitto politico. L’uso dei militari per obiettivi interni e politici preoccupa costituzionalisti e osservatori internazionali. L’impressione, sempre più netta, è che Trump stia cercando di trasformare il contrasto all’immigrazione in uno strumento di propaganda e conflitto istituzionale, polarizzando ulteriormente il Paese in vista delle sfide politiche future.
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