Trump regola i conti: incriminato James Comey, l’ex capo dell’Fbi che si occupò del Russiagate

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Redazione
Trump regola i conti: incriminato James Comey, l’ex capo dell’Fbi che si occupò del Russiagate

Link to L’ex presidente affonda un altro dei suoi storici nemici. Accusato di dichiarazioni false e ostruzione di giustizia, Comey rischia cinque anni di carcere. Lui si proclama innocente: «È il prezzo per essermi opposto a Trump».L’ex presidente affonda un altro dei suoi storici nemici. Accusato di dichiarazioni false e ostruzione di giustizia, Comey rischia cinque anni di carcere. Lui si proclama innocente: «È il prezzo per essermi opposto a Trump».

 

Donald Trump continua la sua offensiva contro chi in passato ha osato mettersi sulla sua strada. Stavolta nel mirino è finito James Comey, l’ex direttore dell’Fbi che aveva guidato le indagini sul Russiagate e che da anni rappresenta uno dei suoi nemici dichiarati. Il gran giurì ha deciso di incriminarlo per due capi d’accusa: dichiarazioni false e ostruzione di giustizia.La mossa arriva pochi giorni dopo che Trump aveva chiesto alla ministra della Giustizia, Pam Bondi, di perseguire i suoi avversari storici, tra cui proprio Comey. Non a caso, l’incriminazione è stata firmata dalla nuova procuratrice distrettuale della Virginia orientale, Lindsey Hallingan, fedelissima dell’ex presidente e già sua avvocatessa. La sostituzione del precedente procuratore, giudicato troppo scettico, ha spianato la strada all’accelerazione dell’azione penale.

Le accuse riguardano la testimonianza resa da Comey nel 2020 davanti alla Commissione Giustizia del Senato. In quell’occasione l’ex direttore avrebbe negato di aver autorizzato la diffusione di informazioni riservate sull’inchiesta riguardante i presunti legami tra la campagna Trump 2016 e Mosca.Al grand giurì erano stati presentati tre capi d’accusa: due sono stati accolti, mentre quello relativo a Hillary Clinton è stato respinto. L’atto formale porta però la sola firma della procuratrice Hallingan, un’anomalia che i media americani interpretano come segno di protesta di parte del personale del Dipartimento di Giustizia, poco convinto dell’operazione.

Si tratta comunque di un fatto senza precedenti: mai un ex direttore dell’Fbi era stato incriminato nella storia degli Stati Uniti. Se condannato, Comey rischia fino a cinque anni di carcere. In un video diffuso online, l’ex capo dell’Fbi ha respinto ogni addebito: «Sono innocente. Non ho paura, e spero che anche voi non ne abbiate. So che ci sarebbero stati dei costi per essermi opposto a Trump, ma resto fiducioso nel sistema giudiziario federale».

Trump, invece, ha esultato sulla sua piattaforma Truth: «Uno degli esseri umani peggiori che questo Paese abbia mai conosciuto è James Comey. Oggi finalmente è stato incriminato per i suoi crimini contro la Nazione. Giustizia in America!».

La procuratrice generale Pam Bondi ha confermato la linea dura: «Nessuno è al di sopra della legge. Questo atto d’accusa dimostra l’impegno del Dipartimento di Giustizia a ritenere responsabili coloro che hanno tradito la fiducia del popolo americano».

 

Con l’incriminazione di James Comey, Trump segna un altro punto nella sua campagna per liberarsi, uno dopo l’altro, dei nemici che in passato hanno cercato di minare la sua leadership

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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