E’ ufficiale:  il  presidente Ebrahim Raisi é morto nell’incidente che ha coinvolto l’elicottero sul quale viaggiava. Lo ha confermato la tv di stato iraniana precisando che  saranno presto resi noti il luogo e l’ora della cerimonia funebre. Con lui sarebbero deceduti tutti i passeggeri che si trovavano a bordo del veivolo. Le autorità iraniane stanno identificando i resti carbonizzati. Tra le vittime ci sono le guardie del corpo del presidente, il generale Mehdi Mousavi, un membro della base Ansar al-Mahdi delle Guardie rivoluzionarie, il pilota, il copilota e il tecnico di volo. Insieme a Raisi viaggiavano anche il ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian, il governatore della provincia dell’Azarbaijan orientale Malek Rahmati e il leader della preghiera del venerdì di Tabriz Mohammadali Al-Hashem.  L’elicotteero  è stato trovato, come ha riferito il capo della Mezzaluna rossa locale Pir Hossein Koolivand, sulla strada che porta al  villaggio iraniano di Khoilar-Kalam  a 100 km da Tabriz grazie a un drone Akinci fornito da Ankara che  ha rilevato una “fonte di calore” in una zona dell’Azerbaigian orientale.

l’Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema del paese, ha assicurato che non ci saranno vuoti di potere. E il governo iraniano ha annunciato che continuerà ad operare “senza interruzioni” dopo la morte del presidente Raisi. “Il presidente del popolo iraniano, laborioso e instancabile  ha sacrificato la sua vita per la nazione”, si legge in un comunicato del governo.