Link to La prima idea prevedrebbe un rinvio di 20 anni per l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, mentre la seconda contemplerebbe il dispiegamento di un contingente di peacekeeping formato da militari dell’Unione Europea e del Regno Unito lungo il confine russo-ucraino per monitorare il cessate il fuocoLa prima idea prevedrebbe un rinvio di 20 anni per l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, mentre la seconda contemplerebbe il dispiegamento di un contingente di peacekeeping formato da militari dell’Unione Europea e del Regno Unito lungo il confine russo-ucraino per monitorare il cessate il fuoco
Questa seconda proposta non è nuova, essendo già stata oggetto di discussioni nei media ed essendo sostenuta in particolare dal presidente francese Emmanuel Macron, seppur con meno entusiasmo dall’Italia. La prima proposta, invece, risulta più nebulosa e non era stata finora dettagliata. Ufficialmente, Trump non ha mai delineato con precisione il suo piano per risolvere la crisi russo-ucraina in 24 ore, promessa più volte ribadita durante la campagna elettorale.
Link to Dubbi e attesa per il cambio di amministrazione negli Stati UnitiDubbi e attesa per il cambio di amministrazione negli Stati Uniti
Le proposte di Trump, pensate per rispondere alle esigenze della Russia, non hanno convinto il Cremlino. Lavrov ha dichiarato che congelare le ostilità lungo la linea del fronte e trasferire agli europei la gestione del conflitto non soddisfa Mosca. Sebbene non abbia spiegato nel dettaglio i motivi di questa insoddisfazione, Lavrov ha sottolineato che Trump non sarà in grado di intervenire prima del suo insediamento, previsto per gennaio. Fino a quel momento, qualsiasi dialogo tra Mosca e Washington dipenderà dall’amministrazione attuale, guidata da Joe Biden. Lavrov ha inoltre rivelato che gli incontri tra la Casa Bianca e la Russia riguardano questioni generali e non trattative dirette sulla situazione in Ucraina.Link to La questione dei missili a corto e medio raggioLa questione dei missili a corto e medio raggio
Lavrov ha anche toccato un tema cruciale che potrebbe intensificare le tensioni con l’Occidente: la Russia intende ritirare la proposta di moratoria sul dispiegamento di missili a corto e medio raggio. In un’intervista all’agenzia Ria Novosti, il ministro ha spiegato che questa decisione è stata presa in risposta alle azioni destabilizzanti degli Stati Uniti e della NATO nel settore strategico. Lavrov ha sottolineato che la moratoria non è più applicabile, poiché gli Stati Uniti hanno già collocato tali armamenti in diverse regioni del mondo, ignorando gli avvertimenti sia della Russia sia della Cina.Link to L’incertezza sul futuro del trattato New StartL’incertezza sul futuro del trattato New Start
Il destino del trattato internazionale New Start, in scadenza nel febbraio 2026, rimane incerto. Questo accordo, volto alla riduzione delle armi nucleari strategiche, rappresenta uno dei pochi strumenti di controllo degli armamenti ancora in vigore. Lavrov ha dichiarato che non è possibile prevedere cosa accadrà nei prossimi anni, considerato il clima di instabilità globale. La situazione è ulteriormente complicata dalla precedente decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces) nel 2019, un accordo siglato nel 1987 che prevedeva la distruzione dei missili nucleari a medio e corto raggio. Mosca, dal canto suo, ha ribadito più volte che non dispiegherà tali missili a meno che gli Stati Uniti non lo facciano per primi, ma il quadro attuale lascia spazio a molte incertezze.(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati