Link to I rappresentanti del PPE hanno illustrato un piano per sostenere l’industria automobilistica europea, puntando su un mix più ampio di tecnologie per la transizione ecologica mettendo in discussione uno dei pilastri del Green DealI rappresentanti del PPE hanno illustrato un piano per sostenere l’industria automobilistica europea, puntando su un mix più ampio di tecnologie per la transizione ecologica mettendo in discussione uno dei pilastri del Green Deal
Il Partito Popolare Europeo (PPE) ha recentemente proposto l’annullamento del divieto, previsto per il 2035, di produrre nuove auto a benzina e diesel. Durante una conferenza stampa a Bruxelles l’11 dicembre, i rappresentanti del PPE hanno illustrato un piano per sostenere l’industria automobilistica europea, puntando su un mix più ampio di tecnologie per la transizione ecologica. Secondo il loro documento programmatico, i veicoli elettrici sono importanti per un futuro climaticamente neutro, ma non dovrebbero essere l’unica soluzione. Il partito propone di considerare anche altre tecnologie innovative per raggiungere gli obiettivi climatici.Link to Il regolamento del 2023 e la posizione del PPEIl regolamento del 2023 e la posizione del PPE
La proposta del PPE rimette in discussione uno dei pilastri del Green Deal europeo, sostenuto dalla maggioranza del Parlamento Europeo nel 2023. Il regolamento sulle emissioni di CO2, approvato con 340 voti favorevoli contro 279 contrari, mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 attraverso l’elettrificazione del settore automobilistico. Tuttavia, all’interno del PPE il voto fu divisivo: 26 membri si espressero a favore, mentre 129 votarono contro.Link to Una nuova fase politica e la revisione del Green DealUna nuova fase politica e la revisione del Green Deal
Il cambio di rotta del PPE si è accentuato nel 2024, con un graduale spostamento verso posizioni più critiche nei confronti di alcuni aspetti del Green Deal. Questo progetto ambizioso, concepito per trasformare l’economia europea in chiave sostenibile, è stato oggetto di crescenti critiche da parte dei Popolari, che hanno scelto di sostenere posizioni più vicine ai Conservatori e all’ultradestra su alcuni dossier chiave, come il regolamento contro la deforestazione. Ora, con una maggioranza politica più inclinata verso destra, il PPE intensifica il pressing per rivedere le normative, incluso il divieto del 2035.Link to Le proposte del PPE per salvare l’industria automobilisticaLe proposte del PPE per salvare l’industria automobilistica
Nel loro documento programmatico, i Popolari propongono una strategia basata sulla cosiddetta "neutralità tecnologica". Questo approccio mira a superare la focalizzazione esclusiva sui veicoli elettrici, promuovendo anche carburanti alternativi come gli e-fuels e i biocarburanti. Tali soluzioni permetterebbero di mantenere in uso i motori a combustione, considerati ancora rilevanti per il settore. Il PPE chiede inoltre l’eliminazione delle sanzioni previste dal 2025 per i produttori che non rispettano i target sulle emissioni, sostenendo che queste multe rischiano di infliggere danni economici significativi a un settore già in difficoltà.Link to La reazione della Commissione EuropeaLa reazione della Commissione Europea
Nonostante il crescente pressing del PPE e di alcuni Stati membri come Italia e Germania, la Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha finora mantenuto una linea ferma sul regolamento. Figure come Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione con delega alla Transizione ecologica, hanno ribadito che il divieto del 2035 non è oggetto di revisione. Anche Wopke Hoekstra, Commissario al Clima e membro del PPE, ha sottolineato l’importanza di non cambiare le regole per adattarle alle difficoltà attuali delle imprese.Tuttavia, von der Leyen ha aperto alla possibilità di un dialogo strategico con tutte le parti interessate. Non è escluso che, sotto le pressioni politiche e le esigenze dell’industria, emergano compromessi capaci di modificare, almeno in parte, le regole attuali. Questo tema rimane quindi al centro dell’agenda politica europea, delineando una sfida cruciale per il futuro dell’automotive e della sostenibilità in Europa.
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