Usa-Cina, nuova escalation sul piano tecnologico

di

Mario Tosetti
Usa-Cina, nuova escalation sul piano tecnologico

Link to Pechino ha imposto un divieto immediato sull’esportazione verso gli USA di alcuni materiali fondamentali per la produzione di microprocessoriPechino ha imposto un divieto immediato sull’esportazione verso gli USA di alcuni materiali fondamentali per la produzione di microprocessori

cinaAnche senza essere tornato alla Casa Bianca, Donald Trump si trova al centro di una nuova tensione tra Stati Uniti e Cina, questa volta sul fronte tecnologico. Pechino ha infatti imposto un divieto immediato sull’esportazione verso gli USA di alcuni materiali fondamentali per la produzione di microprocessori. La decisione segue di poche ore la stretta americana sull’export di microchip verso la Cina, intensificando così una sorta di guerra commerciale.

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I materiali interessati dal bando cinese includono gallio, germanio, antimonio e alcune categorie di materiali superduri. Inoltre, le esportazioni di grafite saranno sottoposte a un controllo più rigoroso sugli usi finali e sui destinatari. Il Ministero del Commercio cinese ha giustificato il provvedimento citando questioni di sicurezza nazionale, sottolineando che questi materiali hanno un impiego duale: possono essere utilizzati sia nella produzione di semiconduttori sia in applicazioni legate alla difesa.

Secondo l’US Geological Survey, un embargo totale su gallio e germanio potrebbe generare un impatto negativo di circa 3,4 miliardi di dollari sul prodotto interno lordo degli Stati Uniti, evidenziando l’importanza strategica di questi elementi per l’industria tecnologica americana.

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L’annuncio cinese arriva come risposta alle recenti misure restrittive adottate dagli Stati Uniti. Washington ha infatti bloccato le vendite di componenti avanzati a ben 140 aziende, tra cui imprese cinesi di rilievo come Piotech, SiCarrier e Naura Technology, specializzate nella produzione di apparecchiature per chip. La decisione americana, motivata da timori per l’uso dei chip in applicazioni militari avanzate e sistemi di intelligenza artificiale, ha incluso ulteriori controlli su attrezzature e software per la produzione di semiconduttori.

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Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato che la misura è volta a «salvaguardare gli interessi di sicurezza nazionale» e a rispettare gli impegni internazionali, come il controllo sulla proliferazione. Pechino ha inoltre accusato gli Stati Uniti di «abusare delle misure di controllo delle esportazioni», definendo le restrizioni americane un ostacolo ai normali scambi commerciali e una minaccia agli interessi economici cinesi.

L’escalation di provvedimenti e contro-provvedimenti tra le due potenze evidenzia la crescente tensione geopolitica e tecnologica, con potenziali impatti significativi sull’economia globale e sull’industria tecnologica internazionale.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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