Link to Le divisioni europee emergono chiaramente dopo il vertice di Londra: strategie discordanti su Ucraina, relazioni con Mosca e alleanze internazionali mettono a rischio l’unità del continenteLe divisioni europee emergono chiaramente dopo il vertice di Londra: strategie discordanti su Ucraina, relazioni con Mosca e alleanze internazionali mettono a rischio l’unità del continente
Il vertice di Londra ha messo in evidenza un'Europa frammentata, con visioni divergenti sulle strategie da adottare riguardo al conflitto in Ucraina. Nonostante le dichiarazioni ottimistiche del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che ha parlato di un'Europa finalmente allineata, le posizioni dei leader dimostrano il contrario. Giorgia Meloni si è opposta al piano anglo-francese di inviare 30mila soldati europei per operazioni di peacekeeping in Ucraina, mentre il premier britannico Keir Starmer ha confermato il sostegno a questa iniziativa. A sua volta, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito la necessità di un'azione decisa contro Mosca. Le divergenze sono così profonde che il premier ungherese Viktor Orbán ha ammonito sul rischio di rendere pubblica la spaccatura europea, evitando documenti condivisi in vista del prossimo Consiglio UE.
Il piano promosso da Francia e Regno Unito, nato dal vertice di Parigi organizzato da Emmanuel Macron, prevede la creazione di un contingente europeo per garantire la sicurezza dell'Ucraina. L'obiettivo sarebbe quello di elaborare un accordo congiunto con Stati Uniti e Kiev da proporre anche alla Russia. Keir Starmer ha ribadito che la Russia non può imporre le condizioni della pace, mentre la storia recente dimostra come i precedenti cessate il fuoco siano stati sistematicamente violati da Mosca. Tuttavia, questa posizione si scontra con quella di Donald Trump, che ha mostrato maggiore disponibilità verso le richieste di Vladimir Putin, suggerendo che qualsiasi accordo dovrà necessariamente includere Mosca e accettarne alcune condizioni, tra cui il divieto della presenza di truppe NATO in Ucraina.
Meloni e il ruolo dell'Italia tra UE e USA
La premier italiana Giorgia Meloni ha espresso perplessità sull'uso di truppe europee in Ucraina, definendo il piano anglo-francese come semplici "spunti di pace". Convinta della necessità di mantenere una stretta collaborazione con Washington, ha proposto un vertice tra Stati Uniti ed Europa per discutere una strategia comune. Il suo timore principale è che le divisioni occidentali possano indebolire il fronte anti-russo. Inoltre, Meloni si trova in una posizione delicata: rafforzare i legami con gli Stati Uniti potrebbe penalizzare l'Italia in ambito europeo, mentre un allineamento con l'UE potrebbe compromettere le relazioni con Trump e il suo entourage, inclusi importanti attori economici come Elon Musk.
Von der Leyen: la pace si ottiene con la forza
Mentre i leader nazionali delineano le proprie strategie, Ursula von der Leyen mantiene la linea dura nei confronti di Mosca. Dopo il vertice di Londra, ha ribadito l'urgenza di un piano di riarmo europeo da presentare al Consiglio UE del 6 marzo, sostenendo che l'unico modo per raggiungere la pace è attraverso la forza. Al suo fianco si è schierato Mark Rutte, segretario generale della NATO, che ha proposto di finanziare l'industria della difesa anche attraverso tagli al welfare. Tuttavia, questa visione si scontra con la strategia di Trump, che intende ridurre gli aiuti all'Ucraina e accelerare la fine del conflitto senza ulteriori investimenti economici da parte degli Stati Uniti.
Zelensky sotto pressione: il messaggio di Washington
Dagli Stati Uniti arriva un chiaro segnale: se Volodymyr Zelensky diventa un ostacolo alla pace, dovrà farsi da parte. Dopo il confronto alla Casa Bianca tra Trump e il presidente ucraino, l'amministrazione statunitense ha iniziato a valutare un possibile cambio di leadership a Kiev. Il consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Waltz, ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno bisogno di un leader capace di negoziare sia con loro che con la Russia per porre fine alla guerra. Questo approccio contrasta con la posizione della maggior parte dei leader europei, ad eccezione di Viktor Orbán e del premier slovacco Robert Fico, che condividono l'idea di coinvolgere Putin nei negoziati.
Il ruolo chiave della Germania
Un elemento decisivo per l'evoluzione della strategia europea sarà la posizione della Germania. L'incertezza politica a Berlino ha rallentato le decisioni in ambito UE, e Olaf Scholz, in qualità di cancelliere uscente, si è limitato a riaffermare la necessità di sostenere militarmente l'Ucraina. Tuttavia, la futura linea politica dipenderà dal nuovo governo, con il probabile cancelliere Friedrich Merz, leader della CDU/CSU. Se la Germania si allineasse con Francia e Regno Unito, il piano anglo-francese potrebbe ottenere maggiore supporto, lasciando l'Italia in una posizione marginale. Finora, Berlino ha sempre escluso l'invio di truppe europee in Ucraina, anche in caso di cessate il fuoco, ma una nuova maggioranza potrebbe cambiare questa posizione.
Un futuro incerto per l'Europa
L'Europa esce dal vertice di Londra senza una visione unitaria sulla gestione del conflitto ucraino. Tra il sostegno incondizionato a Kiev, le aperture al dialogo con Mosca e la ricerca di una maggiore indipendenza strategica dagli Stati Uniti, i leader europei si muovono su binari differenti. La prossima sfida sarà trovare un equilibrio tra le pressioni di Washington, le esigenze di sicurezza dell'Ucraina e la necessità di mantenere un'unità politica che, al momento, appare più fragile che mai.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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